La Sindone di Torino

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Martedý 23 Gennaio 2018
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L'Analisi del C14 della Sindone

L'analisi del decadimento del Carbonio 14 è il punto più controverso, della già travagliata storia della Sindone. Come ho detto all'inizio della sezione Scienza solo dal 1898, si è aperta la strada della ricerca scientifica, basata su fatti concreti.
Come già esposto nella sezione Storica abbiamo certezza di tutta la storia Sindonica, solo a partire dal 1354, cioè da quando ricompare a Lirey.

Per effettuare l'analisi del Carbonio 14, sono stati interpellati tre laboratori (dai sei inizialmente previsti), per l'esattezza: Il laboratorio di Tucson (Università dell'Arizona), laboratorio di Oxford (Università di Oxford), laboratorio di Zurigo (Politecnico di Zurigo). Questi tre laboratori, hanno analizzato un campione prelevato nella sezione superiore sinistra (osservando il telo Sindonico, come mostrato nell'immagine in alto nella presente pagina).

Sul metodo applicato per poter stabilire, con la migliore approssimazione possibile, la datazione del Lino, si è discusso e dibattutto molto.

Il metodo, che più si è ritenuto essere efficace è stato l'Acceleratore con lo spettrometro di massa, un metodo (distruttivo per il campione in analisi) che permette di avere, secondo l'inventore, una più precisa datazione del campione in analisi. Viene quindi escluso il metodo classico del radioconteggio, con la scusa che sarebbe servito un campione ben più grande di quello richiesto dal metodo dello spettrometro di massa. A garante di tutto, vi sarebbe stato il British Museum, che avrebbe fornito i campioni di controllo di un tessutto simile a quello Sindonico, prodotto con certezza intorno all'anno 30 d.C.

Effettuato il prelievo (in una zona oggettivamente troppo sporca) il 13 ottobre 1988, il cardinale Anastasio Ballestrero, misso Pontificio per la custodia del Sacro Lino a Torino (in quanto, come già espresso nella sezione Storica, il Pontefice è proprietario del Lenzuolo Sindonico per volontà testamentaria di S.A.R. Umberto II di Savoia) dichiara:<< Con dispaccio pervenuto al Custode Pontificio della S. Sindone il 28 settembre 1988, i laboratori dell'Università dell'Arizona, dell'Università di Oxford e del Politecnico di Zurigo che hanno effettuato le misure di datazione del radiocarbonio del tessuto della S. Sindone, [...] hanno finalmente comunicato il risultato delle loro operazioni.
Tale documento precisa che l'intervallo di data calibrata assegnato al tessuto Sindonico con livello di confidenza del 95% è tra il 1260 ed il 1390 d.C. [...] >> (testo tratto da La Sindone - Storia di un enigma, O. Petrosillo - E. Marinelli, Rizzoli, 1998)

Ciò comporta che secondo il Carbonio 14 questi è stato prodotto artificialmente da "mano d'uomo" e che non sia Acheropita (come già analizzato ed espresso nella varie parti che compongono la sezione Scientifica).

 

Conclusioni personali

Premesso che la verità "sull'inquilino Sindonico", è probabile che non la sapremo mai. Personalmente, in base anche a quanto scritto, mi è difficile escludere, al di sopra di ogni ragionevole dubbio, che in questo non sia stato ospite per un tempo brevissimo Gesù di Nazareth.
Più volte mentre cercavo le frasi da riportare nel Vangelo, vedevo questa o quella ferita, perfettamente riprodotta nell'immagine del Sacro Lino.

A conclusione di questa sezione, voglio lasciarvi citando il titolo di una famosa opera di Luigi Pirandello: Così è, se vi pare.

 

 

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